Giovedì Santo

Aggiornato il 20 luglio 2026

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giovedì 2 aprile 2026
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Giovedì Santo

Il Giovedì Santo segna l'ingresso solenne nel Triduo Santo, il cuore pulsante dell'anno liturgico. In questo giorno di grazia, la Chiesa celebra con commozione l'Ultima Cena del Signore, momento in cui Gesù, nel cenacolo, ha istituito il sacramento dell'Eucaristia. È un appuntamento che ci invita a sostare davanti al mistero di un Dio che sceglie di farsi pane spezzato per la vita del mondo, donandosi interamente ai suoi discepoli e a ciascuno di noi.

Celebrare il Giovedì Santo significa accogliere il comando di Gesù di perpetuare nel tempo il gesto dell'Ultima Cena. È la memoria viva di un amore che si fa servizio e sacrificio, chiamando i credenti a rinnovare la propria adesione al Signore. In questo giorno, la comunità cristiana si raccoglie in preghiera per contemplare l'inizio della passione, morte e risurrezione del Salvatore, riconoscendo nell'Eucaristia il nutrimento essenziale per il cammino di fede e la sorgente inesauribile della comunione fraterna.

Le origini nel cenacolo

Le radici del Giovedì Santo affondano nel cenacolo, dove Gesù, consapevole che la sua ora era giunta, ha vissuto con i dodici apostoli l'Ultima Cena. Secondo il Vangelo di San Giovanni, capitolo tredici, versetto uno, il Signore ha amato i suoi che erano nel mondo e li ha amati sino alla fine. In quel contesto di intimità e di presagio, Cristo ha istituito il sacramento dell'Eucaristia, trasformando il pane e il vino nel suo corpo e nel suo sangue. Non si è trattato di un semplice atto rituale, ma di un dono supremo che ha dato compimento alla promessa di salvezza.

Gesù ha lasciato ai suoi discepoli un comando preciso: perpetuare il gesto dell'Ultima Cena in sua memoria. Questo mandato apostolico è il fondamento su cui poggia l'intera vita della Chiesa. Ogni volta che celebriamo questo giorno, torniamo idealmente in quel cenacolo per ricevere dalle mani del Signore il Pane di Vita. È l'origine di un legame indissolubile che attraversa i secoli, permettendo a ogni generazione di cristiani di partecipare al mistero della redenzione e di accogliere il dono della presenza reale di Gesù nell'Eucaristia, fondamento della nostra speranza e della nostra identità di figli di Dio.

Liturgia e gesti di servizio

La liturgia del Giovedì Santo si articola in momenti di profonda intensità spirituale. Al mattino, la Chiesa si riunisce per la celebrazione della Messa del Crisma, durante la quale il vescovo procede alla benedizione degli olii santi, segno dell'unità della diocesi e della forza dello Spirito Santo che accompagna i sacramenti. È un momento di comunione ecclesiale che prepara il cammino verso il pomeriggio.

Nel pomeriggio, la celebrazione della Cena del Signore ci introduce nel cuore del mistero. Tra i riti più significativi spicca la lavanda dei piedi, memoria viva del gesto compiuto da Gesù verso i discepoli. Questo atto, che richiama l'umiltà e il servizio, invita i fedeli a chinarsi sulle necessità dei fratelli, imitando il Maestro che è venuto non per essere servito, ma per servire. La liturgia diventa così vita vissuta, trasformando il rito in una testimonianza concreta di carità. Attraverso questi gesti solenni, la comunità cristiana rinnova il proprio impegno a vivere secondo il comandamento dell'amore, rendendo visibile nel mondo il sacrificio di San Gesù, che ha dato la vita per i suoi amici.

Le date anno per anno

2025 giovedì 17 aprile 2025
2026 giovedì 2 aprile 2026
2027 giovedì 25 marzo 2027
2028 giovedì 13 aprile 2028
2029 giovedì 29 marzo 2029
2030 giovedì 18 aprile 2030
2031 giovedì 10 aprile 2031
2032 giovedì 25 marzo 2032
2033 giovedì 14 aprile 2033